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Il disagio diventa disturbo quando il ragazzo/a abbandona la vita sociale, si chiude in casa rifiutando le relazioni con gli altri per paura dei giudizi


Mettersi a letto e chiudersi in casa è la prima, istintiva e più diffusa reazione, si parte con l’idea di farlo solo per un po’, ma non è una buona idea.
- Stare da soli, stare a letto, non fare attività fisica, non prendere la luce del sole, indice il nostro corpo a ridurre la produzione degli ormoni della felicità: dopamina, serotonina, ossitocina, endorfine. Sono un gruppo di neurotrasmettitori e sostanze chimiche prodotti dal sistema nervoso e da altre ghiandole che regolano il buonumore, la motivazione e il benessere psicofisico.
- L’isolamento e la mancanza di supporto sociale tendono ad alterare i ritmi biologici dell’ormone cortisolo, peggiorando l’ansia e il tono dell’umore causando stanchezza cronica unita a una ridotta capacità di provare piacere.
- Chiusi nella propria stanza, i livelli di adrenalina scendono. La casa diventa un luogo sicuro dove il corpo può finalmente rilassarsi, ma si indebolisce la capacità di affrontare il mondo fuori, peggiorando l’isolamento nel tempo.
E così chiudendosi in casa e stando a letto si sta sempre peggio.
Il ritiro sociale non è una scelta momentanea, pregiudica tutta la vita:
- Mi sentivo giudicato. A 18 anni mi sono messo a letto e chiuso in casa. Dopo 10 anni nessuno mi ha più dato lavoro. Mi dicevano: “cosa hai fatto fino ad ora?”. E io: “sono stato a letto”. Fine colloquio.
- Il diritto al lavoro è previsto dalla costituzione italiana all’art. 4. ma prevede anche il dovere del lavoratore di essere affidabile, puntuale e produttivo. Ma se hai deciso di non farti aiutare, non puoi chiedere alle imprese di farsi carico di persone che anziché produrre lavoro hanno ancora bisogno di cura.

La famiglia
La persona in difficoltà va sostenuta e non condannata.
La partecipazione attiva dei genitori alla cura, in sintonia con terapeuti ed educatori, è necessaria.
Spesso le riabilitazioni hanno scarso successo perché non si possono guarire le persone lasciandole nell’ambiente che ha contribuito a produrre il disturbo.
Occorre sempre riuscire a modificare l’ambiente stesso.
Cronicizzazione: il tempo è critico

Intercettazione precoce
La maggior parte dei disturbi mentali, se la persona non cerca subito aiuto, seguono un decorso cronico.
Chiusi nella propria stanza il cervello cambia ogni giorno per l’isolamento (ormoni e fenotipi) e il disturbo peggiorerà nel tempo per i cambiamenti chimici del cervello che vanno a consolidare modelli di pensiero, emozioni e comportamenti disfunzionali.
Non aver paura dello stigma
Quello che penserà la gente in futuro, se aspetti a intervenire, sarà peggio di quello che pensa oggi se intervieni ora